Descrizione
Il volume intende indagare il ruolo della Napoli settecentesca quale epicentro di una costante irradiazione: di professionisti (cantanti, strumentisti, compositori), di forme, di stili, di gusto tout court. Tuttavia, accanto all’inesausto moto centrifugo, è possibile riconoscere un flusso, contrario e complementare, che portò nella capitale meridionale sia giovani desiderosi di abbeverarsi alle fonti di una ‘scuola’ impareggiabile, sia professionisti già formati in cerca di un ingaggio prestigioso e di una definitiva consacrazione. Innumerevoli furono i musicisti stranieri che operarono nella città del golfo: per tempi più o meno lunghi, una sola volta o a più riprese, con difficoltà ad affermarsi o con pieno successo.
Il presente volume non ha la pretesa di dire l’ultima parola sull’argomento, ma intende piuttosto raccogliere tessere utili a comporre un più vasto mosaico e sollecitare ulteriori ricerche.





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